ASSENZA DI METAFONESI IN ALCUNE FORME DELL’INDICATIVO PRESENTE
Dalle indagini effettuate sul campo a Praiano è emersa una particolarità che interessa la morfologia verbale del locale dialetto, sia nella frazione capoluogo che in quella di Vettica Maggiore, e che consiste nell’emergenza di voci verbali di IV e di V pers. dell’indicativo presente, appartenenti alla seconda e alla terza coniugazione latina originaria, da cui si rileva l’assenza in sede tonica dell’innalzamento metafonetico di é (derivante da ē latina) a ì, in opposizione a quelle metafonetiche riscontrate nelle parlate dei Comuni contigui di Positano a Ovest, in continuità con i punti d’inchiesta del comprensorio sorrentino-caprese, di Furore e di Conca de’ Marini ad Est, in continuità con i centri indagati in Costiera Amalfitana, quantunque non esenti, tutti i parlari di quest’ultima area, da relitti delle predette forme non metafonetiche [1]. Pertanto il fenomeno in analisi assume particolare evidenza nelle sottovarietà dialettali praianese e vettichese di cui si riportano le forme – vedi esempi linkabili in (1).
(1)
IV pers.
(Praiano, Vettica) (Positano, Furore, Conca de’ Marini e gli altri punti d’indagine di area amalfitana e del comprensorio sorrentino-caprese)
V pers.
voi conoscete [2]
Gli esiti verbali non metafonetici, rilevati nella varietà dialettale praianese, si evidenziano in forme consimili dell’indicativo presente, riscontrabili nelle varietà del Lazio meridionale, già rilevate da Avolio (1999: 198) nel sottogruppo dialettale campano settentrionale, in particolare nei parlari di Fondi, Sperlonga, Monte San Biagio (ess. facémë “facciamo”, facétë), e più di recente da Vitolo nei dialetti di Atina (ess: sémmë “noi siamo, sétë “voi siete”; avémmë “noi abbiamo”, avétë “voi avete”; sapémmë “noi sappiamo”, sapétë “voi sapete”; pëtémmë “noi possiamo”, pëtétë “voi potete”; mëttémmë(cë) “mettiamo(ci)”, mëttétë “mettete”; bëvémmë(cë) “beviamo(ci)”; bëvétë “bevete”; facémmë “noi facciamo”, facétë “voi fate”; ricémmë “noi diciamo”, rëcétë “voi dite”) (Vitolo 2021: 69) e di Pontecorvo: (ess. sémë “noi siamo”, sétë “voi siete”; tënémë “noi abbiamo/teniamo”, tënétë “voi avete/tenete”; sapémë “noi sappiamo”, sapétë “voi sapete”; putémë “noi possiamo”, putétë “voi potete”; vulémë “noi vogliamo”, vulétë “voi volete”; duémë “noi dobbiamo”, duétë “voi dovete”; mëttémë “noi mettiamo”, mëttétë “voi mettete”; bëvémë “noi beviamo”; bëvétë “voi bevete”; dicémë “noi diciamo”; dicétë “voi dite”; facémë “noi facciamo”; facétë “voi fate”) (Vitolo 2023: 204).
Inoltre, gli esiti di IV e di V pers. facenti parte della quarta coniugazione latina originaria, presentano, per probabile estensione analogica delle condizioni fonetiche che caratterizzano le forme congeneri su riportate, una [e] chiusa in luogo della normale [i] che continua ī latina dell’uscita in -īre - vedi esempi linkabili in (2):
(2)
IV pers,
(Vettica, Praiano) (Positano, Furore, Conca de’ Marini e gli altri punti d’inchiesta di area amalfitana e del comprensorio sorrentino.caprese)
V pers.
Questi stessi criteri fono-morfologici non riguarderebbero le forme di IV e V pers. del presente indicativo dei verbi appartenenti alla prima coniugazione originaria o almeno quelle proprie di un parlato dialettale recenziore: (IV pers.: candàmmë “noi cantiamo”; ràmmë “noi diamo”; mangiàmmë “noi mangiamo”; iàmmë “noi andiamo” - V pers.: candàtë “voi cantate”, ràtë “voi date”; mangiàtë “voi mangiate”; iàtë “andate”), sebbene si siano attestati costrutti probabilmente in uso in una varietà praianese più conservativa e arcaica, uditi e messi in rilievo da qualcuno [3] dei locutori dialettofoni intervistati, la maggior parte dei quali, tuttavia, ne ha negato l’esistenza, nel corso delle inchieste sul campo, perché non più sociolinguisticamente riconosciuti come forme locali. Si tratterebbe, pertanto, di una possibile estensione analogica, non solo alla coniugazione in i, come si evidenzia negli esempi al punto (2), bensì anche alla coniugazione in a, delle desinenze -emus ed ētis, la prima delle quali è stata rilevata da Rohlfs (1968: § 530) in alcune aree del Lazio, segnatamente in quelle in cui insistono le varietà dialettali di Velletri, Nemi, Cervara, Castelmadama (ess. cantémo, vedémo, sentémo a Velletri), mentre la seconda nei parlari della Corsica meridionale (es. paghèti), nella parlata di Velletri (ess. portéte, vedéte, sentéte), in quella di Nemi (ess. sposéte, trovéte, ammazzéte, sentéte) e nell’abruzzese (ess. parléte, aspëttétë, aprétë, vënétë) (Ibidem: § 531) - vedi esempi (linkabili) rilevati nella varietà di Vettica (frazione di Praiano) in (3):
(3)
V pers.
dove andiamo [4]
diamoci/diamocela una mano
mangemmangéllë vs. mangiammangìllë mangiamocelo
V pers.
voi dateglielo
voi mangiatevelo
Gli effetti circoscritti della metafonesi amalfitana si riscontrano anche nelle voci del paradigma dell'indicativo presente della II e della III coniugazione originaria, del quale non metafonizza, in taluni casi come scénnërë “scendere”, vëré “vedere”, vénnërë “vendere”, neanche la forma di seconda persona singolare, in cui, in posizione tonica, si evidenzia che ē latina, nel passaggio alla parlata di Vettica Maggiore (frazione di Praiano), non ha subito sviluppo metafonetico in [i], diversamente dalla varietà in uso a Praiano (frazione capoluogo) in cui si attesta la regolare chiusura condizionata [e] > [i] - vedi esempi linkabili in (4):
(4)
vérë (Vettica Maggiore) vs. vìrë (Praiano capoluogo) "tu vedi”
scénnë (Vettica Maggiore) vs. scìnnë (Praiano capoluogo) “tu scendi”
vénnë (Vettica Maggiore) vs. vìnnë (Praiano capoluogo) “tu vendi” [5]
in linea col resto dei parlari del comprensorio costiero amalfitano e con quelli dell’area sorrentino-caprese, in cui la metafonesi per innalzamento, nelle forme di II pers. del presente indicativo dei suddetti predicati rappresenta una normale evoluzione morfo-fonetica.
MANCANZA DI METAFONESI IN CONTESTO AVVERBIALE
La distinzione, in variazione micro-diatopica, tra la parlata di Vettica Maggiore e quella di Praiano capoluogo, che investe i predetti esiti verbali di II pers., non interessa, invece, la voce avverbiale di luogo dentro, il cui corrispettivo dialettale non metafonetico si differenzia da quello soggetto a metafonesi per innalzamento, attestato negli altri parlari della Costa d’Amalfi e dell’area sorrentino-caprese:
(Vettica, Praiano) (Positano, Furore, Conca de’Marini e gli altri punti d’inchiesta di area amalfitana e del comprensorio sorrentino-caprese)
réntë vs. rìntë “dentro”
Riferimenti bibliografici:
Avolio, Francesco 1999. “La descrizione scientifica del patrimonio etnodialettale ‘campano’: ritardi, problemi, progetti”. In: Pasquale Caratù (a cura di), Linguistica Italiana Meridionale. Atti del Convegno (Cassano Jonio, 25–27 ottobre 1996). Bari, Laterza, pp. 187–208.
Vitolo, Giuseppe 2021. “Tratti fenomenologici del dialetto di Atina (provincia di Frosinone – ex provincia di Caserta)”. Rivista Italiana di Dialettologia 45: 55-83.
Vitolo, Giuseppe 2023. “Tratti fenomenologici del dialetto di Pontecorvo (provincia di Frosinone)”. Rivista Italiana di Dialettologia 47: 185-222.
Rohlfs, Gerhard 1968. Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti, vol. II, Morfologia. Torino, Einaudi.
NOTE
[1] Come riferito dal linguista Pietro Milano.
[2] Nella varietà di Vettica Maggiore, a differenza di quella di Praiano capoluogo, la vocale ó in posizione protonica non subisce chiusura timbrica in ù nelle forme dell’indicativo presente di IV e V pers.
[3] In particolare da una informatrice ultrasessantenne che ne ha ricordato l’utilizzonell’eloquio dialettale di parlanti in età avanzata, allorquando, da giovane, ne ascoltava le conversazioni.
[4] Corrispondente all’esitorilevato nel dialetto positanese, aró ìmmë, risultato del conseguente passaggio, in sede tonica, della é medio-chiusa del tipo vettichese émmë alla vocale alta ì.
[5] Invece, in altri casi riguardanti verbi quali tëné “tenere”,mèttërë“mettere”, sia nella sottovarietà dialettale di Vettica Maggiore che in quella di Praiano capoluogo, si evince il regolare ricorso alla dittongazione condizionata (o metafonetica):
tiénë “tu tieni”
miéttë “tu metti”
siéntë“tu senti”