CARATTERISTICHE FENOMENOLOGICHE DEI DIALETTI DI AREA AMALFITANA
di Giuseppe Vitolo
VOCALISMO TONICO
METAFONIA O METAFONESI DI AREA AMALFITANA
La metafonesi amalfitana è stata rilevata in diatopia nelle parlate di Maiori, Erchie (frazione di Maiori), Pogerola, Pastena, Lone e Tovere (frazioni di Amalfi), Praiano.
Il fenomeno in oggetto rappresenta una variante della metafonia napoletana o meridionale, per effetto del diverso trattamento, in sede tonica, delle vocali medio-alte /e/ e /o/ negli aggettivi, in funzione del quale le voci maschili singolari sono soggette ad innalzamento timbrico condizionato, cui non sono sottoposti, viceversa, i corrispondenti esiti maschili plurali, nonché le forme femminili singolari e plurali. - vd. esempi linkabili in (1).
Le vocali medio-basse è e ò negli aggettivi riflettono le condizioni proprie della metafonia napoletana o meridionale, mutando rispettivamente nei dittonghi ié e uó e dando luogo a forme invariabili per il maschile singolare e plurale, ma diversificate per il femminile singolare e plurale, poiché le voci aggettivali femminili plurali differiscono dai corrispondenti esiti femminili singolari, in quanto contraddistinti da dittongazione metafonetica come nei corrispettivi maschili – vd. esempi linkabili in (2).
Le vocali medio-basse nei sostantivi sono ugualmente soggette a dittongamento metafonetico: è > ié e ò > uó, dunque presentano uno sviluppo identico a quello rilevato negli altri dialetti della Campania occidentale – vd. esempi linkabili in (3).
Le vocali medio-alte é e ó nei sostantivi si innalzano rispettivamente a i e u, mostrando, pertanto, di sottostare, anche in tal caso, alle regole della metafonesi napoletana o meridionale, con propensione alla chiusura metafonetica é > i come marca distintiva del plurale rispetto al singolare non metafonetico, diversamente dal passaggio di ó a u, che caratterizza forme maschili indeclinabili – vd. esempi linkabili in (4).
(1)
Aggettivi masch. sing.
masch. plur.; femm. sing./plur.
(2)
(3)
(4)
LIVELLAMENTO DELLE ALTERNANZE METAFONETICHE
Il livellamento delle alternanze metafonetiche in sostantivi caratterizzati, in posizione tonica, da vocali sia medio-alte che medio-basse è emerso dai parlari dei punti d'inchiesta di Pogerola, Pastena, Lone e Tovere (frazioni di Amalfi). Tale fenomeno prevede la selezione della voce metafonetica maschile plurale come forma di base per esprimere il maschile singolare – vd. esempi linkabili in (5):
(5)
Il livellamento delle alternanze metafonetiche in aggettivi, in cui compaiono, in sede tonica, vocali medio-alte, si è rilevato in Costiera Sorrentina, particolarmente nelle varietà dialettali di Massa Lubrense (centro), Sant'Agata dei due Golfi, Nerano, Termini (frazioni di Massa Lubrense). Nel caso in oggetto si opta per la forma metafonizzata del maschile come voce di base per la resa del femminile - vd. esempi linkabili in (6):
(6)
Riferimenti bibliografici:
Vitolo, G. 2008c, “Fenomeni fonetici e morfosintattici in area amalfitana”, in Contributi di Filologia dell’Italia Mediana 22, Opera del Vocabolario dialettale umbro-Stabilimento tipografico «Pliniana», Selci-Lama (Perugia), 251-274.
Vitolo, G. 2009b. “Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana. Tratti fonetici e morfosintattici a confronto”, In Dialetto, uso, funzioni, forma - Atti del Convegno internazionale di studi Sappada/Plodn (Belluno), 25-29 giugno 2008, a cura di Gianna Marcato, Padova, Unipress, 85-90.
CONSONANTISMO
RETROFLESSIONE O CACUMINALIZZAZIONE
Il fenomeno della retroflessione o cacuminalizzazione dei nessi consonantici tr, dr, str, come di singoli foni con lieve intacco cacuminale quali [r], [t] e [d], mostra una diffusione micro-areale che coinvolge i parlari di Castiglione di Ravello, Atrani, Amalfi, Pogerola, Pastena, Lone, Tovere (frazioni di Amalfi), Conca de’ Marini, marginalmente quelli di Furore, Bomerano (frazione di Agerola), Praiano (Vitolo 2008: 252-259; Vitolo 2009: 88- vd. esempi linkabili in (7):
(7)
Riferimenti bibliografici:
Vitolo, G. 2008c, “Fenomeni fonetici e morfosintattici in area amalfitana”, in Contributi di Filologia dell’Italia Mediana 22, Opera del Vocabolario dialettale umbro-Stabilimento tipografico «Pliniana», Selci-Lama (Perugia), 251-274.
Vitolo, G. 2009b. “Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana. Tratti fonetici e morfosintattici a confronto”, In Dialetto, uso, funzioni, forma - Atti del Convegno internazionale di studi Sappada/Plodn (Belluno), 25-29 giugno 2008, a cura di Gianna Marcato, Padova, Unipress, 85-90.
MORFOLOGIA VERBALE
FORME INFINITIVALI
Gli infiniti proparossitoni, distintivi dell’area napoletana, occorrono, in Costiera Amalfitana, nelle parlate di Pogerola, Pastena, Lone, Tovere (frazioni di Amalfi), Maiori, Erchie (frazione di Maiori), Agerola: il loro uso si evidenzia nella terza coniugazione originaria – vd. Esempi linkabili in (8):
(8)
Le voci infinitivali su riportate si differenziano dai corrispettivi parossitoni (o apocopati), individuati nei dialetti di Salerno, di Vietri sul Mare, di Cava de' Tirreni, dell'Agro Nocerino-Sarnese (escludendo varietà di tale area che risentono di influssi di adstrato provenienti dall’area napoletana) e del resto territorio provinciale, che si estende a sud di Salerno – vd. esempi linkabili (9):
(9)
VOCI DELL'IMPERFETTO INDICATIVO
Le forme dell'imperfetto indicativo di III pers. nelle varietà dialettali investigate in Costiera Amalfitana terminano in /-evë/:
(10)
e quelle di VI pers. in /-evënë/:
(11)
I stessi esiti flessivi si ritrovano, in continuità con il settore centro-settentrionale del territorio regionale campano, nella parlata della città di Salerno, come ad Est del capoluogo, precisamente lungo la Valle del Fiume Irno (dati personali di G. Vitolo), nonché nel settore occidentale dell’area dei Monti Picentini, ossia nelle varietà indagate nei centri di San Mango Piemonte, Castiglione del Genovesi, San Cipriano Picentino e Giffoni Sei Casali, diversamente dai parlari di Acerno e Giffoni Valle Piana, ricadenti nel settore orientale della medesima area montuosa, in cui si è rilevato l'impiego dell'imperfetto in /-ia/ alla III pers.:
(12)
(13)
Lo spazio di diffusione dell'imperfetto in/-ia/ e /-iano-/ include un territorio molto ampio della provincia di Salerno, che, dalla sezione orientale del comprensorio dei Monti Picentini si estende all’area dell'Alto Sele e degli Albumi, alla zona di Paestum (cfr. Avolio, 1999, p. 200) fino a comprendete l’intero Cilento, sconfinando in Lucania e nel Meridione estremo (Avolio, 1989).
Riferimenti bibliografici
Vitolo, G. 2008. “Ricerche su territori ancora sconosciuti. La Costiera Amalfitana e i Monti Picentini”, In L’Italia dei dialetti - Atti del Convegno internazionale di studi Sappada/Plodn (Belluno), 27 giugno - 1 luglio 2007, a cura di Gianna Marcato, Padova, Unipress, 239- 246.
Avolio, F. 1989. "Il limite occidentale dei dialetti lucani nel quadro del gruppo altomeridionale: considerazioni a proposito della linea Salerno-Lucera". L'Italia dialettale, 52, 1-21.
Avolio, F. 1999, "La descrizione scientifica del patrimonio etnodialettale campano: ritardi, problemi, progetti". In: Caratù, P. (ed.), I dialetti dell'Italia Meridionale con particolare riferimento a quelli della Calabria. Atti del Convegno di Cassano Jonio (25-27 Ottobre 1996), Parte I. Bari, Laterza, 187-208.
MORFOSINTASSI
SELEZIONE DELL’AUSILIARE
Il paradigma del passato prossimo dei verbi transitivi nelle varietà dialettali di Pogerola, Pastena e Lone (frazioni di Amalfi) prevede che la scelta dell'ausiliare avvenga in base alla persona del soggetto, non in funzione della classe verbale, data la compresenza di essere e avere nella 1^, nella 2^, nella 4^ e nella 5^ pers. ad esclusione della 3^ e della 6^ pers. rispettivamente coniugate con la voce di essere è (che potrebbe anche configurarsi come esito palatalizzato di avere) e con la forma di avere soggetta a palatalizzazione, ènnë ‘hanno’:
(Pogerola, Pastena, Lone)
i èggë/èggiu/àggia/àggiu fàttë/a sóngë fàttë 'io ho fatto'
tu a si ffàttë//e fàttë 'tu hai fatto'
ìssë/éssë è ffàttë 'lui/lei ha fatto'
nùi avìmmë/aìmmë fàttë//a sìmmë fàttë 'noi abbiamo fatto'
vùi aìtë/àtë fàttë//a sìtë fàttë 'voi avete fatto'
lòrë ènnë fàttë 'loro hanno fatto'
Tale sistema di ausiliazione mostra di allinearsi alle modalità di selezione degli ausiliari nel dialetto di Salitto (frazione di Olevano sul Tusciano) (Vitolo 2012: 46-49), come alla tipologia di struttura perifrastica di 2^ pers., che presenta, nelle parlate dell’isola di Capri, l’impiego dell'ausiliare essere e l’anteposizione ad esso del morfema a, in alternanza con e in località Marina grande, nel passato prossimo dei verbi sia transitivi che intransitivi ad ausiliare avere (Ibidem: 42).
Le parlate di Agerola (specificamente le varietà di Bomerano e di San Lazzaro) e Maiori rispecchiano, nella flessione del passato prossimo dei verbi transitivi, le medesime modalità di selezione dell’ausiliare rilevabili nel dialetto salernitano (Vitolo,2012, pp. 34-37):
(Agerola)
i èggë/àggë mangiàtë (’o ppàstë) 'io ho mangiato (la pasta)'
tu a mangiàtë/t e mangiàtë (’o ppàstë) 'tu hai mangiato (la pasta)'
ìssë/éssë è mmangiàtë/s è mmangiàtë/a mmangiàtë/s a mmangiàtë (’o ppàstë) 'lui/lei ha mangiato (la pasta)'
nùi èmmë/c’èmmë/àmmë/c’àmmë mangiàtë (’o ppàstë) 'noi abbiamo mangiato (la pasta)'
vùi ètë/v avìtë/aìtë/àtë mangiàtë (’o ppàstë) 'voi avete mangiato (la pasta)'
lòrë ènnë/s ènnë/ànnë/s ànnë mangiàtë (’o ppàstë) 'loro hanno mangiato (la pasta)'
(Maiori)
i àggë mangiàtë (’a pàstë) 'io ho mangiato (la pasta)'
tu a/e mangiàtë (’a pàstë) 'tu hai mangiato (la pasta)'
ìssë/éssë s è mmangiàtë (’a pàstë) 'lui/lei ha mangiato (la pasta)'
nùi c’aìmmë/àmmë mangiàtë (’a pàstë) 'noi abbiamo mangiato (la pasta)'
vùi v avìtë/aìtë/àtë mangiàtë (’a pàstë) 'voi avete mangiato (la pasta)'
lòrë s ànnë/ènnë mangiàtë (’a pàstë) 'loro hanno mangiato (la pasta)'
Riferimenti bibliografici:
Vitolo, G. 2008c, “Fenomeni fonetici e morfosintattici in area amalfitana”, in Contributi di Filologia dell’Italia Mediana 22, Opera del Vocabolario dialettale umbro-Stabilimento tipografico «Pliniana», Selci-Lama (Perugia), 251-274.
Vitolo, G. 2009b. “Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana. Tratti fonetici e morfosintattici a confronto”, In Dialetto, uso, funzioni, forma - Atti del Convegno internazionale di studi Sappada/Plodn (Belluno), 25-29 giugno 2008, a cura di Gianna Marcato, Padova, Unipress, 85-90.
Vitolo, G. 2012, Parlate campane, Roma, Aracne Editrice.